Quando TV fa rima con social network

Mentre c’è ancora chi si interroga sul rapporto tra televisione e Internet, i social network accolgono la TV a braccia aperte.
All’inizio erano le fan page di personaggi e trasmissioni. Spesso nate come forme spontanee di apprezzamento, le pagine dedicate diventano sempre più misura del successo di un programma, tanto che vengono accostate ai dati di ascolto, come nel caso del debutto di Vieni Via con Me su Rai3. Per testimoniare il successo dello show di Fazio e Saviano, comunicati ufficiali e le più diverse testate non hanno esitato a riportare accanto ai numeri dello share quelli dei fan di Facebook, cresciuti esponenzialmente (da 10mila a 79mila) nelle sole due ore di diretta.
Ma la vera evoluzione è un’altra. Il social network non è solo un nuovo termometro di preferenze: è una piattaforma unica di trasmissione e aggregazione. Ecco quindi che su Facebook è possibile vedere in streaming interi programmi televisivi. L’esordio italiano è firmato La7. La rete offre uno dei suoi format di punta agli “amici” di FB: Le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi sono accessibili in un modo del tutto inedito, offrendo al telespettatore una fruizione davvero diretta e attiva. Basta accedere alla pagina del programma.
Il passo successivo non tarda ad arrivare: se è possibile vedere una trasmissione perché non un intero canale? Ecco la risposta di Play.Me. A fine novembre, poco più di un mese dopo l’esperimento di La7, approda su FB il canale musicale di Giglio Group. “È questa la nuova televisione, – sostiene Alessandro Giglio, CEO del gruppo – ideata e creata per essere fruibile e interagibile con tutte le piattaforme digitali: la vera TV di terza generazione”.

È ormai evidente che la natura dei social network è in grado di influenzare la TV. Ma la videoevoluzione si muove verso un’inedita interattività oppure è un ritorno alla televisione come forza di aggregazione sociale?

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