WiFi libero: il miglior regalo di Natale e un ottimo augurio per il 2011

C’era una volta una legge italiana che vietava le connessioni anonime alle reti WiFi e “schedava” gli utenti: si chiamava Legge Pisanu.
Un giorno questa legge, si spera, sarà un ricordo. Per ora si stanno muovendo i primi piccoli passi verso la sua abrogazione. Ma raccontiamo bene questa storia.
La Legge Pisanu, introdotta nel 2005 come misura antiterrorismo, prevede per gli utenti della rete senza fili l’obbligo di identificazione, mentre i gestori di un esercizio pubblico che offre accesso a Internet devono registrarsi presso la Questura e devono tenere un registro di clienti o soci. L’unica possibilità per navigare senza fili (soprattutto per i possessori di smartphone e tablet) è possedere un abbonamento o una chiavetta, con i conseguenti costi e limiti di connessione. Oppure accontentarsi delle 4806 postazioni WiFi disponibili in Italia (un numero ridicolo se paragonato ai 28mila punti di accesso della Gran Bretagna, i 30mila francesi e i 75mila degli Usa).
Il decreto scade l’ultimo giorno del 2010, e un disegno di legge presentato dal Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, propone di non rinnovarlo. L’Italia in questo modo potrebbe iniziare a recuperare il grave gap tecnologico e culturale che la divide dagli altri Paesi. Con la liberalizzazione del WiFi è lecito sperare in reti wireless e HotSpot gratuiti e pubblici. Questa nuova risorsa permetterebbe mobilità, scambi veloci e occasioni utili per smuovere la società del Bel Pese. E questa sarebbe tutta un’altra storia. Per ora speriamo in questo regalo che sembra essere anche un ottimo augurio per un 2011 digitale.

Si può parlare di primo passo per la crescita dell’Italia digitale?

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