X2, la TV aumentata

Fino ad oggi la TV ha sfruttato la dinamicità dei linguaggi e il continuo aggiornamento dei contenuti offerti dal web. Quello che ancora sfuggiva al piccolo schermo era la logica dell’iperlink. Saltare da un argomento all’altro, secondo una certa correlazione, era demandato alla diretta attività del fruitore. Fino ad oggi. Fino alla nascita della “TV aumentata”.
È così che definiscono la loro invenzione Giampiero e Riccardo Recco, i fondatori di Beeweeb nonché inventori di X2. Ma di cosa si tratta? L’idea di X2TV è semplice e geniale, in pratica è una televisione parallela accessibile tramite smartphone e tablet, che consente, durante la visione di un programma televisivo, di accedere a brevi approfondimenti e notizie flash. L’idea nasce dal tentativo di rispondere alle esigenze dei telespettatori videoevoluti che, secondo una ricerca condotta da Nielsen Usa, sempre più spesso, durante la visione di trasmissioni TV, ricercano su Internet spunti di approfondimento rispetto a quello che stanno vedendo: una forma di co-viewing, come accade nella logica dei social network, che permette di commentare e condividere in simultanea quello che va in onda.
Il funzionamento di X2 è più facile di quel che sembra: mentre scorrono le immagini televisive, l’apposita applicazione segnala i contributi, le notizie, le foto e i commenti. Attualmente X2 è stato sperimentato su Voyager, programma di Rai2 che per sua natura è adatto a un continuo approfondimento, ma il progetto – secondo quanto dichiarato a Wired Italia – è quello di espandere il servizio per coprire le 24 ore di programmazione televisiva, a cominciare da programmi di intrattenimento, come i reality show, o eventi come le partite di calcio, che si prestano ad un approfondimento in co-viewing. Il passo successivo sarà l’aggiunta di contenuti speciali, la possibilità di accedere a giochi interattivi o a dinamiche di voto e anche acquisti, per contenuti in diretta o in differita… Per dirla con il critico TV Antonio Dipollina, è l’avvento della “realtà aumentata: è il futuro”.
Guardare la televisione sta diventando un'attività sempre più coinvolgente, ma anche impegnativa. È davvero quello che vuole il telespettatore?

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