Arlecchino porta il 3D in Rai

La Rai riscopre un vecchio amore, ma in un modo del tutto nuovo. Le grandi opere teatrali
tornato sul piccolo schermo, proprio come accadeva agli inizi della TV italiana, solo che oggi sono realizzate in 3D. Il debutto, sperimentale, è affidato a un grande classico, l’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni. Dopo la moderna messa in scena di Strehler nel 1947, l’opera è stata ripresa in 40 paesi con 2.773 repliche, e nel 2011 si trasforma in Arlecchino 3D, 15 minuti diretti da Rossella De Bonis e realizzati dalla TV pubblica in accordo con la Fondazione del Piccolo Teatro Italiano di Milano.
“Promuovere la visione in 3D nel mondo sarebbe difficile con il Grande Fratello – ha dichiarato il direttore del Piccolo, Sergio Escobar –. Ci sono momenti in cui la tecnologia deve incontrare il bello. Arlecchino ha attraversato le generazioni, il mondo, le lingue e ha già incontrato la Rai in bianco e nero”. Come conferma il Direttore Strategie Tecnologiche Rai, Luigi Rocchi, “il grande obiettivo è l’innovazione nella tradizione”. E ultimamente la Rai si sta impegnando molto per quanto riguarda l’innovazione. In attesa che la tecnologia renda possibile a tutti vedere programmi in 3D, la Rai continua le sue sperimentazioni, iniziate già nel 1983, quando per la prima volta il servizio pubblico realizzò un filmato in alta definizione proprio riprendendo uno spettacolo di Arlecchino. Fu poi la volta delle prime riprese tridimensionali, nel 2008, con una breve fiction 3D per bambini realizzata per Melevisione, l’anno dopo venne prodotto Sette luoghi, otto minuti una città, un corto dedicato alla città di Torino presentato al Prix Italia e nel 2010 3Dentro il Rigoletto a Mantova, backstage dell’evento trasmesso in mondovisione da Rai Uno. Ma non è tutto, sono stati fatti esperimenti di trasmissione 3D anche con la Finale di Coppa Italia, con schermi allestiti presso il Circolo Sportivo Rai di Tor di Quinto, e con la partita inaugurale del Mondiale di calcio in Sudafrica. La Rai poi ha già un canale per l’alta definizione sul Digitale Terrestre, e i contenuti in 3D potranno essere trasmessi in via sperimentale anche sui demo channel Rai, e sulla piattaforma TivùSat.

Ma mentre la Rai sperimenta le nuove tecnologie, gli utenti sono soddisfatti di quello che vedono in onda?

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