FOCUS: Il festival dei #film usa-e-getta

Forse non ne siamo consapevoli, ma nelle nostre case, anzi spesso anche in tasca o in borsa abbiamo strumentazioni sofisticate per realizzare video. Dal cellulare alla macchina fotografica digitale, passando per videocamere monouso e web-cam, i device di uso quotidiano sono ormai dotati di telecamere di qualità e molto spesso anche di semplici programmi di montaggio. Girare un video è alla portata di tutti, girare un video di qualità è solo questione di immaginazione e creatività. Partendo da questi presupposti i californiani Eric Slatkin e Carlton Evans hanno cerato l'idea di film usa-e-getta, e intorno ci hanno costruito persino una manifestazione annuale: il Disposable Film Festival http://www.disposablefilmfest.com. Nato a San Freancisco nel 2007, il Festival – che, sul sito ufficiale, si autodefinisce il più “cool” del mondo – si propone di celebrare le potenzialità creative dei dispositivi video esaltando la “democratizzazione” del vidomaking. In concorso cortometraggi provenienti da tutto il mondo, con un'unica specifica: che siano realizzati con device di largo consumo e basso prezzo in grado di effettuare riprese audiovisive.
Il progetto ha avuto subito successo. Dai cento partecipanti della prima edizione si è arrivati oggi a diverse migliaia e insieme ai partecipanti sono arrivati sponsor interessati al mercato dei videomaker fai da te. Brand come Sony PlayStation, Adobe e Vimeo sono ormai partner consolidati e, negli ultimi mesi, sono state organizzate persino trasferte in Cina e in India, per cicli di proiezioni a Pechino e Nuova Delhi finanziate da enti culturali locali.
Per l'edizione 2012 (che si conclude domenica 25 marzo), oltre alla categoria corti, sono state aggiunte due nuove sezioni: una dedicata ai video musicali e una ai video di viaggi.
«All’inizio – spiega Evans – puntavamo solo a enfatizzare i traguardi raggiunti dalla tecnologia. Il fatto che i costi fossero scesi al punto da poter letteralmente girare su camere usa-e-getta era incredibile. Le barriere di ingresso alla Settima Arte si erano davvero infrante».
Ora che la tecnologia è facilmente accessibile a tutti, il contenuto torna ad essere il vero protagonista. Il professionista del video si trova a confrontarsi con una gigantesca platea di creativi, improvvisati certo, ma capaci di trasformare un'idea in un prodotto finito. Così, in questa crescente democratizzazione dell’arte, il Festival si è ricalibrato per dare spazio a quei lavori “di frontiera” – come li chiama Evans – e sperimentazione che non avrebbero mai potuto aspirare alla proiezione in una sala cinematografica. Anche se, a voler ben vedere, il mobile al cinema non è una novità del tutto inedita. Nel 2011, il regista coreano Park Chan-Wook, autore di Old Boy e Lady Vendetta, aveva girato su iPhone4 un cortometraggio da 130.000 dollari. Come lui, il cantautore statunitense Adam Green ha realizzato il video The Wrong Ferarri: A Screwball Tragedy, mentre l'artista americano Hooman Khalili ha lanciato al cinema Olive il primo “lungo” interamente realizzato con un Nokia N8. Ma anche la televisione si è cimentata in questo settore, fino ad arrivare al punto che un serial cult come il Dr. House ha prodotto episodi girati interamente con una macchina fotografica digitale, la Canon 5D. Insomma, la troupe tecnica si è trasformata e ridotta a tal punto che gli stessi strumenti utilizzati per produzioni importanti sono accessibili a chiunque. Ne consegue che, potenzialmente, sono realizzabili da chiunque prodotti della stessa qualità di quelli professionali. Il web, e magari il giusto Festival, faranno il resto permettendo di raggiungere il grande pubblico. E (perché no?) il successo.

Anna Mezzasalma

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