FOCUS: A scuola di (web)TV

Sarà perché facilmente accessibile o forse perché chiunque può farlo? Sarà perché immediato o in continua evoluzione? Qualunque sia il motivo del successo, è ormai esploso un vero e proprio fenomeno web tv, un medium ma anche un linguaggio fatto di canali via Internet che crescono in modo continuo. Secondo il rapporto Netizen 2012 sulla “video-partecipazione dal basso”, oggi, in Italia, si contano più di 590 web tv; nel 2003 erano 36.
Sale il numero dei videomaker italiani che si mettono alla prova creando emittenti web. Le iniziative sono ben distribuite tra tutte le regioni: in testa si trova il Lazio con 102 web tv, seguito da Lombardia (85) e Puglia (63). Se all’inizio erano poco più che esperimenti e tentativi, progetti indipendenti a gestione familiare, oggi ci troviamo di fronte a risultati che possono essere tranquillamente definiti professionali, a partire dalle attrezzature di alto profilo tecnico (ormai ne è dotato il 69% delle web tv italiane) e con portali aggiornati quotidianamente (fino al 2010 accadeva solo nel 39% dei casi). Buoni anche gli “ascolti”, che per il 30% delle web tv contano dai 7mila ai 10mila contatti unici mensili, superati dal 28% dei canali on-line. Insomma, un fenomeno in espansione ma per nulla improvvisato. E proprio per dare risposta a questa crescente professionalizzazione del linguaggio televisivo via web nasce “Tv fai-da-web”, il primo laboratorio universitario permanente dedicato ai format e ai linguaggi dell'Internet tv.
L'iniziativa è stata ideata e promossa dalla cattedra di Semiotica dei nuovi media del Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna e dall’osservatorio e network italiano delle web tv Altratv.tv. Il laboratorio, che aspira a proporsi come uno spazio di riflessione, analisi e sperimentazione, si rivolge agli studenti dell’ateneo bolognese, ma è aperto anche a studiosi, appassionati e videomaker.
Che cosa si impara qui? “Oggi le web tv ricalcano stili, formati e generi già usati dalla televisione generalista – spiega Giovanna Cosenza, docente di semiotica dei nuovi media all'Università di Bologna –. Il laboratorio studia la possibilità di inventare nuovi modi di fare televisione”.
La fruizione dei contenuti on line, infatti, è completamente diversa da quella dei programmi televisivi tradizionali. Tempi, livello di attenzione, possibilità di interazione: il web supera definitivamente l’idea di telespettatore passivo. È necessario, allora, sviluppare un linguaggio specifico, e il punto di partenza è l’osservazione sistematica e analitica di ciò che accade in Rete, non solo nell’ambito della produzione audiovisiva e del citizen journalism, ma anche nel mondo dei social media.
Le web tv italiane sono ormai mature, tanto da proporre iniziative consapevoli e strutturate, che riscuotono anche successo al di fuori dei confini del Bel Paese. È il caso delle produzioni seriali, cavallo di battaglia della TV classica, che hanno trovato una forma originale di espressione nelle web serie. Racconti a puntate dei più diversi generi, realizzati da web tv piccole o grandi, da colossi editoriali o da multinazionali, mutuando il grande successo americano del fenomeno. E proprio per valorizzare i risultati di queste iniziative, “Tv fai-da-web” prende anche la forma del contest, un concorso riservato ai migliori format prodotti o pensati esclusivamente per la Rete.
Alla competizione possono partecipare videomaker o web tv che hanno già programmato format originali, ma anche quelle che li hanno progettati in vista della futura diffusione. Le iscrizioni sono aperte fino al 12 aprile. Un nuovo stimolo alla creatività del web che viene dal basso.

Anna Mezzasalma

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...