FOCUS: La rivincita dei TG

Crescono gli ascolti dei tg e dei programmi di informazione. Nuovo interesse del pubblico o merito di supporti alternativi come smartphone e tablet? Una ricerca svela tutte le novità delle news.

I fatti ormai ce lo dimostrano. Le tendenze che si affermano Oltreoceano, presto o tardi, arrivano anche da noi. Certo non è un'equazione matematica, e anzi spesso sono numerose le eccezioni che confermano la regola, ma è interessante guardare all'America per capire cosa potrebbe presto accadere nel Bel Paese. Fanno quindi pensare i risultati della ricerca annuale del Pew Research Center, l'ente USA con sede a Washington dedicato gli studi su comunicazione e nuove tendenze. Secondo il report “State of the News Media”, pubblicato nei giorni scorsi e dedicato all'informazione televisiva, in televisione si guardano sempre più tg. Per la prima volta, dopo anni, infatti, aumentano gli ascolti dei telegiornali sia nelle TV locali che nelle generaliste.
Sarà l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali, sarà lo stato difficile a livello internazionale, sarà il naturale corso delle cose (dopo una full immersion di intrattenimento e reality si fugge verso qualcosa di totalmente diverso), fatto sta che si chiude una stagione di trend negativi, che vedeva il pubblico fuggire dall'informazione in TV.
Nell'ultimo anno, gli indici di ascolto dei grandi network come ABC, CBS e NBC hanno visto i tg della sera crescere del 4,5%, quelli del mattino del 5,4% . Esemplare il caso della PBS, rete pubblica con un palinsesto molto povero di fiction e reality, ma forte sul lato dell'informazione, dove, dopo le 23, concluse le prime serate di intrattenimento si registrano forti ascolti.
Le TV locali confermano il nuovo trend e spopolano con i telegiornali a ridosso dell’alba, nell’inedita fascia tra le 4 e le 5 di mattina, che quadruplicano il loro pubblico. Non più solo i classici punti di forza, come le previsioni del tempo e la cronaca cittadina, ma anche la copertura degli avvenimenti internazionali, per contrastare l'invasione di blog, vlog e informazione sul web.
I dati evidenziano che le news stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella vita delle persone, come spiega il direttore della ricerca, Tom Rosenstiel: «non è chiaro chi beneficerà, alla lunga, di questo crescente appetito verso i contenuti di attualità». A dare questa inaspettata spinta all'informazione in TV, infatti, sono stati smartphone e tablet. Le applicazioni su mobile dei programmi di news televisive sono la fonte di informazione per il 27% degli americani che integra così il tempo dedicato alla visione tradizionale sui device portatili.
E i risultati migliori, infatti, si ottengono proprio dalla sinergia tra messa in onda tradizionale e declinazioni web. A Seattle, ad esempio, iniziative mirate su Internet hanno fatto sì che il telegiornale di seconda serata di KOMO TV riuscisse ad attirare un pubblico maschile mentre fino a quel momento vedeva oltre il 71% di telespettatori donne. Immancabili i social netwotk, sfruttati per allargare la base di contatti e consensi. La WTHR di Indianapolis ha puntato su Facebook passando da 8 mila a 100 mila fan in sette mesi, grazie all'escamotage di coinvolgere direttamente i conduttori con una Fan Page personale linkata a quella del canale, da aggiornare quotidianamente! Gli sforzi sono stati premiati.
In Italia, i programmi di informazione impegnata, al momento, sembrano un po' stanchi. Ascolti più bassi per tutti i talk di informazione classica, da “Porta a Porta” a “Matrix”, e poco esaltanti anche i risultati dei format nuovi o degli esperimenti come quelli alla Santoro, che dal web ha trovato spazio su Cielo. Ma forse si tratta solo di una rincorsa prima del salto, sul modello americano.

Anna Mezzasalma

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