FOCUS: Se lo streaming minaccia la tv

Mentre in Italia si parla di beauty contest e si pianifica la spartizione delle frequenze tv, in America le televisioni via cavo si sentono minacciate. Nonostante siano presenti in oltre 100 milioni di case, tra il 2008 e il 2011 sono stati disdetti il 2,6% degli abbonamenti e più di un milione solo nell'ultimo anno. Il numero è destinato a crescere secondo i dati dello studio condotto dalla società di ricerca canadese Convergence Consulting Group. Stando ai dati pare che gli americani abbiano deciso di rinunciare alla compagnia del piccolo schermo. Ma è davvero così? Ovviamente no, hanno però trovato una validissima alternativa nei servizi streaming. Realtà come Netflix e Hulu propongono una programmazione personalizzata da creare sulle esigenze dell’utente, senza dover sottostare agli orari di palinsesto della messa in onda e senza rinunciare alla qualità dei filmati.
Amazon si è da poco lanciata nella competizione del mondo dello streaming con Prime Instant Video. Dopo aver ottenuto ogni primato nel campo degli e-book cerca di contrastare veterani come Netflix e Hulu Plus, che offrono un canone da otto dollari e ampi cataloghi di titoli. Una sfida che presto potrebbe arrivare anche in Europa con il debutto di Netflix, che è approdata anche in America Latina da fine 2011.
La televisione classica inizia a tremare e può solo sperare che il progressivo aumento dei costi del servizio streaming scoraggi nuovi abbonamenti. Nell'ultimo anno, infatti, il prezzo per i diritti di copyright sono quasi triplicati. Nel 2010 Netflix spendeva oltre un miliardo di dollari contro i 3,9 del 2011. Se si evita di intervenire sul prezzo finale da offrire al consumatore potrebbe risentirne soprattutto la qualità e la quantità dei programmi disponibili.
Oggi l'offerta Amazon conta tre mila titoli, che si aggiungono a un già ricco catalogo di oltre 17 mila video, il tutto con un'offerta veloce semplice e di qualità e al costo di soli 79 dollari all'anno.
Pagare effettivamente per quello che si desidera vedere è un valore aggiunto non trascurabile. In questo senso anche in Italia si sta cercando di assecondare le esigenze del nuovo pubblico videovoluto. La pay-tv Sky, ad esempio, si sta muovendo per potenziare l'uso dei decoder-registratori in grado di memorizzare il programma e riprodurlo quando lo si desidera, mentre i servizi Sky Go e Premium Play offrono uno sbocco di contenuti on demand, tentativo delle emittenti via cavo di offrire servizi gratuiti per gli abbonati.
La domanda del pubblico è in crescita, e le risposte non tardano ad arrivare. Youtube lancia Show, una sezione tematica che consente di accedere a video brevi o episodi integrali di spettacoli televisivi. Utile soprattutto per rivedere quello che è già andato in onda all’interno dei programmi televisivi preferiti. Gli show sono raggruppati in categorie tematiche per facilitarne la consultazione. La7, ad esempio, ha già postato L’Infedele, Le Invasioni Barbariche, Italialand.
Il web e la televisione continuano la loro rincorsa. E il pubblico è l'unico giudice.

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