#Vimeo #OnDemand



Vimeo ci arriva per primo - e se ci pensate un momento - ha senso. L'antagonista di YouTube ha da poco lanciato la possibilità di accedere - a pagamento - ai contenuti premium del proprio sito.
Una delle caratteristiche principali che ha sempre contraddistinto Vimeo da YouTube è la qualità dei video inseriti. Qualità versus quantità è da sempre stato il vantaggio competitivo di Vimeo verso YouTube che da qualche tempo sta tentando di fare lo stesso, ovvero di lanciare contenuti premium a pagamento e trarre profitto dai video di più alta qualità.
Vimeo - lo scorso settembre - ha introdotto il "tip jar" - contenitore delle mance - dando la possibilità agli utenti di premiare i video preferiti e manifestare il proprio gradimento. Questa opzione è attivata dal proprietario del video tramite il proprio abbonamento VimeoPlus o Pro - pagando quindi una fee annuale, il proprietario del video si apre la possibilità di essere premiato dai propri "fan" e monetizzare i propri sforzi.
Un passo intelligente quello di Vimeo - un passo  intermedio - un modo per testare il terreno in vista dello step successivo, quello di contenuti premium a pagamento.
Ma come viene spartita la torta? Molto semplice - nel caso del tip jar, quindi delle "mance", l'85% del ricavato va al creatore mentre il rimanente 15% viene trattenuto da Vimeo - nel caso di Vimeo on Demand, la nuova feature, il creatore guadagnerà il 90% dei ricavi mentre il rimanente 10% sempre a Vimeo. In quest'ultimo caso gli utenti potranno scegliere il prezzo applicabile ai propri contenuti oltre che alla distribuzione geografica e decidere se permettere solo lo streaming o il download.

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